Napoli-Juventus 2-1, le pagelle: Vlahovic stecca, Bremer ed Alcaraz disorientati

In uno stadio Diego Armando Maradona gremito di passione e furore per uno dei numerosi scontri diretti del 27° turno del campionato di Serie A, il Napoli-Juventus appena andato di scena ha rispettato le premesse della vigilia: un incontro equilibrato e tirato fino alla fine, ricco di spunti tecnico-tattici di rilievo e, soprattutto, due mentalità – quella del neo allenatore Calzona e quella del sempre lucido Massimiliano Allegri – tanto diverse quanto dannatamente efficaci e ben assorbite dalle rispettive formazioni in campo.

Ad avere la meglio è il Napoli, grazie alle reti siglate da Kvaratskhelia e Raspadori, abili rispettivamente nell’approfittare di una respinta errata di Bremer a centro area e della parata di Szczesny sul penalty di Osimhen. A poco serve il gol nel mezzo di Federico Chiesa, che con un diagonale velenoso era stato abile nel trovare il momentaneo centro del pari: sconfitta di certo dolorosa per Madama ed Allegri, che vedono ora avvicinarsi di tre lunghezze le inseguitrici, che portano il nome di Milan, Bologna e Roma. Vediamo assieme le pagelle dei bianconeri al termine di Napoli-Juventus 1-0.

Pagelle Juventus

  • Szczesny, 6: l’impressione è che potesse fare meglio sulla rete di Kvaratskhelia, ma la deviazione di Cambiaso complica le cose. Per il resto, prestazione da sufficienza: le occasioni più ghiotte capitano ai compagni, imprecisi e spreconi. La parata sul rigore non viene valorizzata dagli stessi, meno lesti del decisivo Raspadori.
  • Rugani, 5.5: fatica eccome sulla catena di destra con Cambiaso e soprattutto con i costanti inserimenti del duo Olivera-Traoré. Confermato dopo il gol vittoria col Frosinone, non giustifica appieno la scelta di Allegri.
  • Bremer, 5: in continua difficoltà con uno dei clienti più scomodi della Serie A, Victor Osimhen. Il difensore brasiliano è condizionato da ammonizione – su lettura sbagliata di palla aerea – e da lì fatica sempre più. In leggero calo nelle ultime uscite, nella serata del Maradona non inverte il trend – anzi.
  • Alex Sandro, 6: titolare a sorpresa al posto di almeno uno tra Gatti e Danilo. Non sfigura totalmente, per lo meno regge l’urto meglio del braccetto opposto Rugani rispetto alle avanzate di Di Lorenzo e Politano.
  • Cambiaso, 5: in totale amnesia e parecchio spaesato. Anche per lui pesa l’ammonizione spesa per fermare almeno una volta Kvaratskhelia, ma in generale quando spinge non lo fa col solito moto perpetuo ed infatti si divora un’occasione clamorosa. Difensivamente soffre tantissimo.
  • Miretti, 6: anche lui sorprendentemente dal primo minuto, anche lui è tra i meno peggio nella sfortunata serata di Napoli. Tunnel a Lobotka nella prima frazione, spunti di personalità e coraggio: cala alla distanza.
  • Locatelli, 5.5: pecca in fase di regia e non fa da classico filtro quando ad attaccare è il Napoli. Perde la battaglia di lotta con le varie folate offensive di Traoré e Zambo Anguissa, non governa rispetto a Lobotka con geometria e precisione: impalpabile.
  • Alcaraz, 5: tecnicamente sembra più grezzo rispetto alle prime uscite con la maglia della Juventus, forse emozionato per la prima da titolare in bianconero. Ad inizio secondo tempo ha una potenziale occasione su assistenza perfetta di Chiesa, ma addomestica malissimo e spreca. Ci si attende logicamente di meglio e di più.
  • Iling-Junior, 5.5: con personalità ed un atteggiamento propositivo. Dove non arrivano le gambe ecco che spunta il fisico longilineo del classe 2003, che ha caratteristiche diverse da McKennie e Kostic ed un po’ si nota. Infatti, meglio in fase di non possesso.
  • Chiesa, 6.5: le occasioni migliori della Juventus vengono dai suoi piedi o, per meglio dire, dalle sue accelerazioni. Lucido nonostante il rientro dall’infortunio, accompagna sempre Vlahovic ed è sempre un ostacolo di non poco conto quando accelera in velocità. Nel passaggio al tridente, ha la porta in faccia e non sbaglia: rasoiata micidiale a trafiggere Meret, che non basta però ad Allegri.
  • Vhahovic, 5: serata sfortunata, probabilmente da dimenticare in fretta. La apre col giallo che gli farà saltare l’Atalanta. Può migliorarla a tu per tu con Meret: cucchiaio sul palo opposto. Ha una seconda chance nel primo tempo su uscita errata del Napoli dalla difesa: palla fuori – e non di poco – da posizione più che agevole per uno come Vlahovic. Niente sliding doors.

Sostituti

  • Weah, 6: tocca pochi palloni in fase d’attacco, deve badare ad aiutare Rugani nel tentativo di trattenere Olivera e Kvaratskhelia. Incide poco.
  • Nonge, 5: ingresso in campo sfortunato, irruento nell’intervento che porta al rigore che, indirettamente, consegna poi la vittoria al Napoli.
  • Yildiz, SV: il suo ingresso – con conseguente cambio tattico – permette a Chiesa di tornare sull’esterno del campo in un vero e proprio tridente. Da qui, il gol del momentaneo pari ma per il turco zero spunti degni di nota.
  • Milik, SV
  • Danilo, SV