Giorgio Chiellini e Antonio Conte juvetoday.it

Chiellini si confida: “Conte e la Juventus? Sarei morto per lui!”

Il capitano bianconero rivela retroscena e aneddoti emozionanti sul percorso con la Vecchia Signora, dai trionfi in Serie A alla sconfitta amara in Champions.

Il capitano bianconero rivela retroscena e aneddoti emozionanti sul percorso con la Vecchia Signora, dai trionfi in Serie A alla sconfitta amara in Champions.

Giorgio Chiellini, ex capitano della Juventus, si è confidato nel podcast The BSMT curato da Gianluca Gazzoli, svelando retroscena e aneddoti emozionanti legati al suo periodo alla Juventus.

“Siamo arrivati Leo nel 2009 e Barza nel gennaio 2010, il primo anno abbiamo fatto fatica tutti, poi abbiamo cominciato a giocare. All’inizio ci alternavamo, poi Conte ha avuto l’idea di metterci a tre dietro: è stato subito un vantaggio per la squadra, per caratteristiche oggettive eravamo perfettamente complementari”, ha raccontato Chiellini, rivelando il segreto del successo difensivo. “Dietro poi avevamo un ragazzino, il miglior portiere della storia del calcio… Lavoravamo tanto insieme, in certe situazioni non riesci a evitare il tiro dell’attaccante ma noi sapevamo dove metterci in modo che Gigi coprisse tutta la porta. C’è tanto lavoro dietro.”

Sulla Serie B, Chiellini ha dichiarato: “Per me la Juventus in Serie B era meglio di tante altre squadre in A. Poi c’erano campioni internazionali, io ero un giovane che ha avuto l’opportunità di bruciare qualche tappa, paradossalmente quell’anno è stato un’occasione”.

Sul rapporto con Cristiano Ronaldo, il difensore ha detto: “Un onore, essere capitano della Juve con lui è stata un’occasione unica… Lui vuole segnare e vuole vincere, mi ha impressionato la personalità nelle partite difficili: aveva una voglia matta di spaccare il mondo, voleva dimostrare di essere più forte dell’intero Real Madrid.”

Infine, sul rapporto con Conte, Chiellini ha dichiarato: “Buonissimo, ero uno dei suoi pretoriani… Sei pronto a morire per lui, è tostissima perché ti chiede tantissimo ogni giorno, ma ti convince perché ti dimostra che poi funziona, in campo e fuori.”